La commissione Arconet, nel corso della seduta del 26 novembre 2025, ha fornito alcune indicazioni sul trattamento dell’Irap riguardante gli incentivi tecnici, anticipando i futuri aggiornamenti al D.Lgs. n. 118/2011.
Il punto di partenza è il parere n. 3358/2025 del ministero delle Infrastrutture, con un verdetto netto: l’Irap sugli incentivi tecnici non deve essere computata né nella quota dell’80% destinata ai dipendenti, né nel restante 20% vincolato alle finalità accessorie, come l’acquisto di beni e strumentazioni.
Si tratta, a tutti gli effetti, di un onere fiscale a carico dell’ente, che deve trovare copertura all’interno del quadro economico.
Come deve essere registrata l’Irap riguardante gli incentivi tecnici secondo Arconet?
Per garantire la rappresentazione della spesa secondo la sua natura economica, l’Irap riguardante gli incentivi tecnici deve essere registrata, secondo Arconet, seguendo il cosiddetto “giro contabile”.
In pratica, l’operazione si snoda su un doppio binario:
- l’Irap viene impegnata una prima volta sugli stanziamenti dell’opera e
- una seconda volta tra le spese correnti del Titolo I per imposte e tasse.
La copertura dell’IRAP riguardante gli incentivi tecnici impegnata tra la spesa corrente è costituita dall’accertamento di entrata di pari importo al Titolo terzo, tipologia 500 “Rimborsi e altre entrate correnti“, categoria 3059900 “Altre entrate correnti n.a.c.“.
Il giro contabile garantisce che l’Irap sia visibile nella sua natura fiscale, pur restando finanziata dai fondi dell’opera.
Fonte: Ntplusentilocaliedilizia del 21/01/2026
Autore: Patrizia Ruffini

