L’Anac, con il comunicato del Presidente n. 4/2026, fornisce ai Comuni alcune indicazioni operative in merito alla gestione degli impianti sportivi.
L’Autorità interviene per chiarire quando è davvero possibile ricorrere all’affidamento diretto alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche senza fini di lucro.
L’affidamento diretto è possibile solo se la proposta:
- arriva da un’associazione o società sportiva senza fini di lucro;
- è unica;
- riguarda un impianto che necessita effettivamente di interventi di riqualificazione o ammodernamento;
- è accompagnata da un progetto preliminare e da un piano economico-finanziario.
Il progetto deve perseguire, inoltre, finalità di inclusione sociale e aggregazione giovanile.
Ed ancora il valore dell’affidamento deve restare sotto la soglia comunitaria.
La presenza delle predette condizioni è sufficiente per procedere con l’affidamento diretto degli impianti sportivi?
No.
Per procedere con l’affidamento diretto degli impianti sportivi, oltre alle suddette condizioni, è necessaria anche una motivazione rafforzata.
Nel provvedimento l’amministrazione deve dar conto in modo esplicito della sussistenza di tutti i requisiti richiesti.
È necessario, inoltre, dare dimostrazione della legittimità della deroga alla gara nel caso concreto.
Per di più, l’affidamento diretto della gestione degli impianti sportivi deve transitare dalle piattaforme digitali certificate.
Non sussiste, inoltre, per i Comuni l’obbligo di qualificazione nei casi di affidamento diretto, anche se di importo rilevante, perché manca una procedura comparativa strutturata.
Si tratta di un principio di carattere generale che l’Autorità estende anche alle concessioni, quando la legge consente espressamente l’assegnazione senza gara.
Fonte: Ntplusentilocaliedilizia del 18/03/2026
Autore: Mauro Salerno

