Il nuovo CCNL delle Funzioni Locali e gli snodi operativi che porta con sé: l’avvio della nuova stagione della contrattazione integrativa, le progressioni verticali in deroga, che potranno proseguire anche nel 2026, l’indennità di comparto e il valore delle elevate qualificazioni.
Per il personale degli enti locali, nel 2026 la parte del leone la farà sicuramente il nuovo CCNL che, dopo la preintesa dello scorso 3 novembre, è destinato a essere sottoscritto definitivamente nei primi mesi del nuovo anno.
Il rinnovo del contratto collettivo, infatti, non si limita ad aggiornare gli stipendi, ma produce effetti immediati sull’intero sistema della gestione del personale.
Il nuovo contratto porta con sé almeno quattro snodi operativi:
- il primo riguarda un pezzetto dell’indennità di comparto che, dal prossimo 1° gennaio, migra dal fondo al tabellare; insieme a questo sci sono il riconoscimento degli arretrati e la messa a regime dei nuovi valori stipendiali;
- il secondo è l’avvio della nuova stagione della contrattazione integrativa, quindi la costituzione del fondo e l’apertura delle trattative entro il primo quadrimestre (quindi, entro aprile), con tempi tecnici decisamente stretti;
- il terzo nodo è rappresentato dalle progressioni verticali in deroga, che potranno proseguire anche nel 2026, accanto alle nuove regole per le progressioni orizzontali;
- il quarto riguarda le elevate qualificazioni, per le quali il valore della posizione potrà salire fino a 18.000 Euro, con un impatto non trascurabile sugli equilibri complessivi.
Nuovo CCNL: gli snodi operativi e le altre novità per gli enti locali
Tutto questo si collega direttamente alla facoltà, introdotta dal D.L. n. 25/2025, di incrementare il fondo ex articolo 14, comma 1-bis, fino al limite in cui la parte stabile del fondo e lo stanziamento per le elevate qualificazioni non superino il 48% dei tabellari 2023.
Una possibilità che resta aperta per:
- gli enti che, nel 2025, non hanno raggiunto tale soglia;
- quelli che non si sono avvalsi della misura e, in questo caso, si tratta di una leva che comporta un aumento della spesa di personale.
Da qui l’urgenza di una corretta impostazione del piano triennale dei fabbisogni, chiamato in tempi rapidi a trovare una quadratura coerente all’interno del Piao.
Anche perché la legge di bilancio non ha affatto abolito i vincoli di spesa. Infatti, restano pienamente operativi i limiti dell’articolo 1, commi 557 e 562, della Legge n. 296/2006 e le regole dell’articolo 33 del D.L. n. 34/2019 per la definizione degli spazi assunzionali (quest’ultimi, quasi ovunque, peggioreranno proprio a causa del rinnovo contrattuale).
La vera sfida per gli enti sarà quindi quella di far quadrare i conti: a parità di entrate, in fatti, essi sono chiamati a un difficile esercizio di equilibrismo per tenere insieme il nuovo contratto, gli incrementi del fondo, le assunzioni e il rispetto dei limiti.
Fonte: Il sole 24 ore del 29/12/2025 n. 356 p. 21 “Contratto, tempi stretti per il fondo e l’avvio dei tavoli sull’integrativo”
Autore: Gianluca Bertagna

