Posti da dirigente: la riforma Zangrillo introduce una via alternativa al concorso basata sulle selezioni affidate a commissioni indipendenti, sui curriculum, sul colloquio e, infine, due prove.
La riforma delle carriere nella Pubblica amministrazione vedrà oggi il primo via libera della Camera.
Le «Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale» intendono creare un canale stabile di carriera nelle amministrazioni basato, anche, su un meccanismo di incentivi.
Quali sono le novità di accesso ai posti da dirigente?
Le vie verso la dirigenza pubblica saranno due:
- nella prima fascia, il 70% dei posti saranno divisi fra i corsi-concorsi della Scuola nazionale dell’Amministrazione (50%) e le procedure avviate autonomamente dai singoli enti (20%). Il restante 30% riguarderà le nuove misure dello «sviluppo di carriera». La «prima fascia» della dirigenza di vertice sarà divisa a metà fra concorso e nuove regole;
- la via alternativa alla carriera che passa attraverso tre fasi. La prima fase attraverso la selezione interna per un incarico dirigenziale a termine per i funzionari con almeno cinque anni di esperienza nel ruolo o chi per almeno due anni ha svolto la funzione di quadro.
I candidati saranno selezionati da una commissione di sette membri, quattro dirigenti interni e tre componenti esterni, tra i quali il presidente e due professionisti esperti nella valutazione del personale.
Per garantire l’imparzialità, i componenti della commissione saranno estratti a sorte.
Si attiverà un filtro che impedirà che la stessa persona faccia parte della commissione per due volte consecutive.
Gli «esperti» nella valutazione del personale saranno iscritti in un Albo tenuto dalla Funzione pubblica.
Innanzitutto, verranno valutati i titoli, i giudizi ottenuti e le caratteristiche mostrate dai “valutati” negli ultimi cinque anni di attività (due per le «elevate qualificazioni»).
Sarà esaminata anche la relazione del dirigente responsabile del candidato.
Al colloquio individuale partecipano esperti esterni in valutazione del personale (assessor).
Gli incarichi dirigenziali dureranno tre anni.
Potranno essere rinnovati una sola volta sola se il primo periodo sfocia in una valutazione positiva.
Fonte: Il Sole 24 ore n. 27 del 28/01/2026 pag. 9
Autore: Gianni Trovati

