Obiettivi ai dirigenti: la loro mancata assegnazione da parte della p.a. può costare caro.
Più precisamente, le p.a. che non assegnano obiettivi ai dirigenti possono essere condannate al risarcimento dei danni determinati dalla “perdita di chance” derivante dalla mancata possibilità di accedere al compenso.
Tuttavia, per la maturazione del diritto al risarcimento dei danni, i segretari, i dirigenti e le elevate qualificazioni devono comunque dimostrare di avere svolto in modo positivo i propri compiti.
Pertanto, non c’è alcun automatismo e non è sufficiente la semplice constatazione della mancata assegnazione degli obiettivi.
Obiettivi ai dirigenti: la sentenza della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta sul tema con la sentenza n. 1235/2026.
La pronuncia fa riferimento a una società privata, ma i suoi principi si applicano anche al pubblico impiego.
Il lavoratore, quindi, non può limitarsi a denunciare l’inadempimento datoriale (omessa o ritardata fissazione obiettivi),
Egli deve allegare elementi di fatto che provino la “chance” reale di conseguire il premio variabile.
Più specificatamente, egli deve dimostrare che, se gli obiettivi fossero stati assegnati, avrebbe avuto concrete possibilità di raggiungerli.
La Corte ha pertanto rigettato il ricorso dei lavoratori, ritenendo corretta la decisione della Corte d’Appello che aveva riscontrato la mancanza di prove adeguate sulla concreta capacità di raggiungere gli obiettivi.
Fonte: Ntplusentilocaliedilizia del 26/03/2026
Autore: Arturo Bianco

