La Corte costituzionale, con l’ordinanza n. 25/2026, è intervenuta nuovamente sul Tfs a rate per i lavoratori della Pa.
La normativa sul Tfs a rate è stata sviluppata oltre 15 anni fa al fine di placare la crisi del debito pubblico.
In particolare l’articolo 12, comma 7, del D.L. n. 78/2010 prevede che la prima rata del Tfs non possa superare i 50mila euro.
Lo stesso limite vale anche per la seconda rata.
Conseguentemente, le quote superiori a 100mila euro arriveranno solo con la terza rata, dopo un altro anno.
Per di più, tutto il meccanismo parte dopo:
- 9 mesi (12 mesi prima dell’ultima manovra) nei pensionamenti di vecchiaia;
- 24 mesi negli altri casi, a partire dall’anzianità contributiva.
Con l’aggiunta degli inciampi burocratici, l’attesa complessiva può durare addirittura sette anni.
Quante volte la Consulta è intervenuta sulla questione del Tfs a rate?
Tre.
La prima volta nel 2019.
In tale occasione, i giudici delle leggi, con la sentenza n. 159/2019, hanno segnalato al Parlamento “l’urgenza di ridefinire una disciplina non priva di aspetti problematici”.
Successivamente, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 130/2023, ha messo nero su bianco “la necessità della espunzione” dell’attesa iniziale, aggiungendo che il successivo meccanismo rateale “finisce per aggravare il vulnus”.
Gli effetti della predetta pronuncia non sono stati, tuttavia, rilevanti.
Infatti, l’ultima manovra ha ridotto, da dodici a nove mesi, la sospensione iniziale, dopo che il D.L. n. 25/2025 aveva esteso, ai dipendenti invalidi e inidonei, il Tfs immediato già riconosciuto agli inabili.
Finora, il legislatore non è intervenuto per risolvere definitivamente la questione del Tfs a rate per via degli elevati costi.
Difatti, secondo l’Inps, i costi sono pari a:
- 4,2 miliardi per lo stop alla sospensione iniziale;
- 11,6 miliardi per l’addio alle rate;
- 15,6 miliardi per l’abolizione contestuale di entrambi i meccanismi.
L’ordinanza n. 25/2026, con cui la Consulta interviene per la terza volta sulla questione, concede, considerati i predetti costi, a Governo e Parlamento un anno di tempo per superare l’elargizione del Tfs a rate.
La dead line è il 14 gennaio 2027.
Fonte: Il Sole 24 Ore n. 64 del 06/03/2026 pag. 8, “Pa, entro un anno stop al Tfs a rate. Primo colpo alla prossima manovra”
Autori: Gianni Trovati

