Cabina di regia Accrual: il decreto attuativo della riforma prevede che le pubbliche amministrazioni istituiscano una struttura ad hoc. Essa sarà preposta al coordinamento e alla gestione della contabilità economico-patrimoniale e degli inventari.
Ne emerge che la riforma Accrual trasforma l’organizzazione dell’ente prima ancora della sua contabilità.
Passare al nuovo sistema, infatti, non significa semplicemente affiancare i prospetti economico-patrimoniali al bilancio finanziario.
I precedenti interventi hanno evidenziato una doppia esigenza:
- da un lato, che la mappatura dei processi prevista dal Decreto 6 agosto 2025 è il reale presupposto della riforma;
- dall’altro, che questa attività richiede un presidio organizzativo stabile per governare la produzione, la raccolta e la validazione delle informazioni necessarie all’applicazione degli ITAS.
Il decreto sembra ora recepire definitivamente questa impostazione.
La corretta applicazione degli ITAS richiede il coinvolgimento costante di diverse strutture organizzative. Molte delle informazioni necessarie, infatti, non transitano nei tradizionali flussi contabili. Ne sono un esempio:
- la stima della vita utile dei beni per l’ammortamento;
- l’individuazione degli indicatori di impairment;
- la valutazione dei fondi rischi;
- la gestione delle concessioni e dei beni in uso a terzi;
- i dati richiesti per la redazione della nota integrativa.
L’attuazione degli ITAS, quindi, esige una collaborazione continua tra una pluralità di strutture organizzative.
Cabina di regia Accrual per riorganizzare tutto l’ente
In quest’ottica, la mappatura dei processi assume un ruolo centrale e strategico. Non si tratta più di un mero esercizio per individuare le scritture contabili e predisporre gli schemi sperimentali. Si tratta di ridisegnare l’architettura informativa dell’ente e assegnare chiaramente le responsabilità organizzative a supporto del sistema Accrual.
Sotto questo profilo il decreto individua un principio organizzativo generale mediante una scelta coerente con l’autonomia organizzativa riconosciuta agli enti territoriali. Saranno questi ultimi a declinare il modello in funzione della propria struttura, delle dimensioni organizzative e della complessità gestionale.
Diventa quindi fondamentale adottare uno specifico provvedimento organizzativo interno. Questo atto definirà chiaramente responsabilità, flussi informativi e modalità di coordinamento tra tutti i settori coinvolti nella contabilità economico-patrimoniale: servizio finanziario, patrimonio, uffici tecnici, personale e avvocatura.
Pertanto, il vero obiettivo sarà costruire un sistema stabile di governance in grado di garantire la circolazione delle informazioni necessarie all’applicazione dei principi contabili. Ed è su questo terreno che la mappatura dei processi prevista dal decreto 6 agosto 2025 incontra il tema dell’organizzazione e che la fase pilota assume il proprio significato più profondo.
L’effettiva riuscita della riforma sarà quindi subordinata:
- alla qualità dei sistemi informativi e dei principi contabili adottati;
- alla capacità degli enti di istituire un presidio organizzativo stabile dedicato alla contabilità economico-patrimoniale
La vera sfida dell’Accrual, in definitiva, non è la produzione del bilancio, ma la costruzione dell’organizzazione che dovrà alimentarlo.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e tributi Plus del 24/06/2026
Autore: Corrado Mancini

