La bozza del nuovo Decreto PA, se sarà confermato il testo attuale, inciderà in maniera significativa sulle amministrazioni locali e sui limiti storici di spesa del personale.
Da segnalare, infatti, lo storico superamento dei co. 557 e 562 della Legge n. 296/2006 per Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni previsto dall’art. 2 della bozza.
Più specificatamente, si stabilisce che agli enti soggetti all’art. 33 del D.L. n. 34/2019, destinatari del regime della sostenibilità finanziaria, non si applica più lo storico doppio tetto dettato, appunto, dal co. 557 (spesa media 2011-2013) e/o 562 (spesa 2008) della Legge finanziaria 2007.
La formulazione della norma lascia fuori gli enti che non risultano destinatari dell’art. 33 del D.L. n. 34/2019, tra i quali rientrano anche le Unioni di Comuni.
Viene inoltre prevista la possibilità di una sessione straordinaria del corso-concorso per segretari comunali, al fine di consentire l’immissione di un maggior numero di unità e contrastare la carenza della figura nel comparto. Per questo si attinge agli idonei che avevano superato la soglia minima prevista dal bando senza però collocarsi in posizione utile nella graduatoria ordinaria.
Lo schema di decreto introduce anche la possibilità, per i Comuni con popolazione compresa tra 3.001 e 5.000 abitanti, ove la pubblicizzazione della sede di segreteria sia andata deserta, di nominare un segretario iscritto nella fascia di accesso iniziale. Esso avrà diritto al trattamento economico previsto per la sede effettivamente ricoperta.
Limiti storici di spesa del personale: cosa prevede ancora la bozza del nuovo decreto P.A.
Novità anche per la Polizia Locale e si tenta di supportare il reclutamento di nuovo personale fino al 31 dicembre 2028. La durata delle graduatorie concorsuali per i profili professionali relativi viene fissata in quattro anni.
La misura punta a ridurre il ricorso a nuove procedure concorsuali in un settore nel quale le difficoltà di reclutamento sono ormai diffuse nella gran parte degli enti locali.
Il decreto interviene infine con una norma che proroga, in via eccezionale, la durata dei consigli provinciali attualmente in carica, portandola fino alla scadenza del mandato dei rispettivi presidenti di provincia.
La norma non modifica in via generale e permanente la legge di riferimento (Legge n. 56/2014), ma proroga i consigli in carica. Si tratta, quindi, di una disposizione transitoria riferita agli organi attuali, con l’obiettivo di assicurare una maggiore continuità amministrativa nella fase finale dell’attuale legislatura provinciale.
Fonte: Il Sole 24 ore – Norme e Tributi Plus del 05/08/2026 “Verso l’addio ai limiti storici sulla spesa di personale di Regioni ed enti locali”
Autori: Gianluca Bertagna Davide D’Alfonso

