E’ stato pubblicato il testo finale delle Raccomandazioni sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione.
Gli obiettivi che il testo si pone sono:
- favorire l’utilizzo consapevole e giusto dell’intelligenza artificiale da parte della Pubblica Amministrazione;
- mettere la società civile nelle condizioni di essere parte attiva nel monitoraggio dei rischi e nella lottaal le discriminazioni che ne potrebbero derivare.
Le Raccomandazioni promuovono un utilizzo dell’intelligenza artificiale che abbia come principi fondamentali:
- la trasparenza;
- l’equità;
- la responsabilità;
- la partecipazione democratica.
Inoltre, le finalità sono:
- la tutela dei diritti fondamentali;
- la salvaguardia dello spazio civico.
In effetti, è ormai evidente che l’adozione dell’intelligenza artificiale nella sfera pubblica rappresenti una scelta tecnologica necessaria. Tuttavia, i suoi sistemi devono essere governati da competenze adeguate e, di conseguenza, ciò significa munirsi di:
- dati di qualità;
- regole organizzative chiare;
- responsabilità indiscutibili;
- strumenti di controllo pubblico.
In sostanza, l’obiettivo primario è rappresentato dalla prevenzione di:
- discriminazioni;
- decisioni non chiare o equivoche;
- informazioni confuse o contraddittorie;
- nuove forme di esclusione.
Intelligenza artificiale nella PA: analizziamo meglio nel dettaglio le raccomandazioni
Per facilitare la comprensione, il testo delle Raccomandazioni è suddiviso in cinque aree tematiche che vertono su:
- formazione;
- dati;
- sistemi di Intelligenza Artificiale;
- adozione, acquisto e sviluppo di tali sistemi;
- monitoraggio e valutazione degli impatti esterni.
Per quanto riguarda l’area della formazione, è innanzitutto importante che le pubbliche amministrazioni investano risorse in percorsi continui, in modo che siano personalizzati e orientati alla pratica. Inoltre, è bene che tali percorsi coinvolgano sia i profili tecnici che le competenze giuridiche degli enti, senza trascurare le competenze sociali, comunicative e organizzative. Allo stesso tempo, non devono essere mai trascurate le questioni di genere.
In secondo luogo, anche l’area dei dati merita un’attenzione centrale: è, infatti, necessario che essi siano completi, aggiornati e tracciabili. Allo stesso tempo, risulta fondamentale che siano pertinenti, documentati e disaggregati.
In riferimento alla raccolta e alla classificazione dei dati, esse non sono attività neutrali. I linguaggi, le categorie, le fonti disponibili e le narrazioni dominanti, infatti, influenzano gli esiti dei sistemi. Il rischio che si corre è, quindi, che vengano riprodotte disuguaglianze già esistenti.
Infine, per evitare tutto ciò è importante che l’equità dell’algoritmo sia progettata, verificata e monitorata lungo tutto il ciclo di vita dell’Intelligenza Artificiale.
Fonte: Dipartimento per la trasformazione digitale del 03/09/2026
Autore: n.d.

