Il decreto Pa, il D.L. n. 144/2026, è legge dopo l’ok definitivo del Senato e della Camera.
I punti importanti del provvedimento sono molti e spaziano su vari fronti.
Per quanto concerne le assunzioni degli enti territoriali, cambia il rapporto con i vecchi vincoli sulla spesa di personale.
Il parametro per le assunzioni a tempo indeterminato resta sempre quello introdotto dall’articolo 33 del D.L. n. 34/2019, basato sul rapporto tra spesa di personale ed entrate correnti.
Per gli enti finanziariamente sostenibili, la spesa complessiva del personale può arrivare fino al valore soglia, differenziato anche per fascia demografica e calcolato sulla media delle entrate correnti degli ultimi tre rendiconti approvati.
Per gli enti che non raggiungono quel rapporto, invece, resta il turnover al 30% fino al raggiungimento della soglia.
Il decreto, però, disapplica, alcuni dei precedenti limiti generali di contenimento della spesa previsti dai commi 557 e 557-quater della Legge n. 296/2006.
Per i Comuni con meno di 1.000 abitanti scompare, invece, il riferimento al tetto di spesa del 2008 previsto dal comma 562.
Novità anche per i segretari comunali.
Nel biennio 2026-2027 il Ministero dell’Interno può organizzare una sessione straordinaria del corso-concorso per l’iscrizione di 340 segretari nella fascia iniziale dell’Albo.
Il decreto Pa stabilisce, inoltre, che nei Comuni con popolazione compresa tra 3.001 e 5.000 abitanti, se la procedura di pubblicizzazione della sede va deserta, può essere nominato un segretario della fascia iniziale.
Quali sono le altre novità previste dal decreto Pa?
Importanti disposizioni riguardano anche le Province.
Il provvedimento, infatti, evita il disallineamento tra i mandati dei due organi, consiglio e presidente.
Per le cosiddette medie opere, il decreto Pa stabilisce una nuova scadenza operativa.
I Comuni beneficiari dei contributi relativi alle annualità dal 2021 al 2025 hanno tempo fino al 31 dicembre 2026 per concludere i lavori.
Per ciascun progetto che non rispetta il termine è prevista una revoca pari all’1% del finanziamento complessivo.
Cambiano anche le regole del dissesto finanziario.
I Comuni che hanno dichiarato il dissesto e aderito alla procedura semplificata di liquidazione prevista dall’articolo 258 del Tuel possono chiedere un’anticipazione dal Fondo di rotazione per aumentare la massa attiva destinata al pagamento dei debiti ammessi.
L’ente deve mettere le somme a disposizione dell’Organo straordinario di liquidazione entro 30 giorni dall’incasso.
L’OSL deve procedere ai pagamenti entro i successivi 90 giorni, nei limiti delle risorse ricevute.
Infine, la novità normativa incide anche sulla riscossione locale.
In particolare, per il decreto Pa, l’affidamento ad Amco diventa obbligatorio, salvo le eccezioni previste, quando il tasso di smaltimento dei residui attivi è inferiore al 35%.
L’affidamento ad Amco dura cinque anni ed è rinnovabile una sola volta per altri cinque.
Fonte: Italia Oggi n. 233 del 02/10/2026 pag. 33
Autori: Alberto Moro

