Il Consiglio dei Ministri ha approvato martedì 4 agosto la bozza del nuovo Decreto PA.
Il Decreto assume la veste di provvedimento omnibus perché raccoglie materie molto eterogenee. Di seguito riassumiamo le principali novità del decreto.
Per quanto concerne il personale va subito evidenziata l’abrogazione dei limiti storici alla spesa previsti dai commi 557 e 562 della Legge n. 296/2006 per tutti gli enti soggetti ai vincoli di capacità assunzionale stabiliti dal D.L. n. 34/2019.
Ora sarà interessante vedere se, con la cancellazione dei limiti alla spesa di personale, si riuscirà ad accelerare il percorso di allineamento del trattamento retributivo dei dipendenti delle funzioni locali alla media degli altri comparti.
Il provvedimento prevede una sessione straordinaria per il reclutamento di nuovi segretari comunali e la facoltà, per gli enti tra 3001 e 5000 abitanti, di nominare segretari iscritti nella fascia di accesso iniziale, con diritto al trattamento economico previsto per la sede effettivamente ricoperta.
Non mancano gli ormai consueti interventi per allungare la durata delle graduatorie concorsuali. E questa volta è il turno della polizia locale. L’allungamento della durata delle graduatorie di concorso è di quattro anni. È bene precisare, però, che la misura vale solo fino al 31 dicembre 2028.
Quali sono le disposizioni più rilevanti previste dal Decreto PA?
Tra le disposizioni più interessanti previste dal Decreto PA c’è sicuramente quella relativa alla introduzione dell’atteso salvacondotto, per disinnescare la bomba che minaccia di deflagrare sui bilanci delle amministrazioni, a seguito degli ormai consolidati orientamenti della Corte di Cassazione, favorevoli ad un ampio riconoscimento di emolumenti accessori (indennità di turno, buoni pasto ecc) ai dipendenti anche nel periodo feriale.
Più specificatamente, il legislatore prevede una norma anti-contenzioso che sancisce il riconoscimento, ai dipendenti pubblici in ferie, delle indennità che non sono strettamente collegate “all’effettivo svolgimento delle mansioni“.
Da segnalare anche lo stop al divieto di monetizzazione delle ferie non fruite per una “scelta consapevole del lavoratore“.
Particolarmente rilevante è anche la proroga della durata dei consigli provinciali attualmente in carica. La quale, viene portata fino alla scadenza del mandato dei rispettivi Presidenti di Provincia: il decreto non modifica la Legge n. 56/2014, la legge Delrio (che prevede durate non coincidenti dei due organi), ma interviene con una misura una tantum.
In materia di riscossione, inoltre, il decreto riformula i parametri che fanno scattare l’obbligo di affidamento ad Amco delle funzioni relative alla riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra-tributarie.
Infine, il legislatore inserisce un pacchetto di misure sull’istituto del dissesto finanziario che prevede scadenze più rigide ed un ruolo sostitutivo dei prefetti, nell’iter di predisposizione dei bilanci stabilmente riequilibrati, con la possibilità di chiedere e ottenere liquidità per chiudere le procedure di liquidazione in tempi certi e definiti.
Fonte: Italia Oggi n. 185 del 07/08/2026 pag. 26 “Anche la p.a. ha il suo omnibus”
Autore: Matteo Barbero

