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Affari Generali

Società partecipate, revisione entro il 31 dicembre: ecco le schede Mef per i Comuni

Società partecipate: sul sito del Mef le schede per la rilevazione dei dati relativi alla revisione periodica e al censimento delle partecipazioni e dei rappresentanti.

Innanzitutto, i Comuni e le altre amministrazioni pubbliche devono approvare, entro il 31 dicembre 2026, la revisione periodica delle partecipazioni societarie al 31 dicembre 2025.

Inoltre, deve essere approvata anche la relazione sull’attuazione del piano di razionalizzazione dell’anno precedente (art. 20 del D.Lgs. n. 175/2016).

Tale obbligo impone due distinti adempimenti:

  1. l’analisi annuale delle partecipazioni, dirette e indirette;
  2. la relazione sui risultati delle misure previste nel piano precedente.

In particolare, l’analisi va svolta al fine di verificare se sussistano le condizioni per mantenerle.

Per di più, la relazione deve essere accompagnata dall’indicazione degli interventi realizzati e degli eventuali scostamenti.

Come procedere per effettuare il censimento delle società partecipate?

Per il censimento delle società partecipate devono essere utilizzate le schede elaborabili del Mef:

  1. Revisione periodica,
  2. Relazione attuazione,
  3. Partecipazione,
  4. Rappresentante.

Le prime due dedicate agli adempimenti previsti dal Tusp.

Le ultime due riguardanti il censimento annuale (art. 17 del D.L. n. 90/2014).

Gli atti approvati devono essere trasmessi alla Struttura di indirizzo, monitoraggio e controllo sull’attuazione del Tusp.

La trasmissione avverrà attraverso l’applicativo “Partecipazioni”, dal Portale dei servizi dei dipartimenti del Tesoro e dell’Economia.

Resta fermo anche l’obbligo di comunicazione alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.

L’applicativo per il nuovo ciclo non è ancora aperto.

L’apertura della rilevazione sarà comunicata con un avviso sul Portale dei Servizi dei Dipartimenti del Tesoro e dell’Economia e tramite e-mail ai responsabili e agli utenti già registrati.

Gli enti devono, quindi, verificare tempestivamente la validità:

  • delle utenze;
  • degli indirizzi e-mail;
  • delle abilitazioni.

Le amministrazioni non ancora registrate, invece, devono individuare un responsabile della comunicazione e accreditarlo sul portale.

La mancata adozione degli atti previsti sarà sanzionata con l’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra 5mila e 500mila euro.

La Corte dei conti accerterà anche l’eventuale responsabilità per danno erariale.

Per saperne di più su questo e altri argomenti consulta gli articoli che trovi qui

Il Sole 24 Ore – Norme & Tributi Plus del 03/11/2026
Autori: Patrizia Ruffini

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