La manutenzione delle strade
Gestione del Territorio

Alla manutenzione delle strade almeno il 30% degli incassi da multe

La manutenzione delle strade viene interessata dal decreto attuativo di riforma del Codice della Strada.

L’articolo 148 del provvedimento, infatti,  cambia le destinazioni delle entrate da multe.

Infatti, almeno il 30% dei proventi derivanti da violazioni stradali dovrà essere destinato agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali,

Le Regioni e gli enti locali potranno utilizzare circa 1/3 dei proventi per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, della segnaletica e delle barriere di protezione.

Le percentuali previste dall’articolo 208 del D.Lgs. n. 285/1992 – che lasciavano libertà di utilizzo al 50% delle entrate – sono destinate a sparire.

Se le strade sono di proprietà di altri enti, invece, i destinatari dei proventi dovranno effettuare gli interventi tramite convenzioni con i proprietari.

L’art. 148 del decreto sembra confermare la possibilità di finanziare anchele spese relative alla pubblica illuminazione, sempre se connesse alla messa in sicurezza delle strade.

La manutenzione delle strade: gli interventi della Corte dei conti

La Corte dei Conti  Liguria  (deliberazione n. 68/2016) aveva già in precedenza chiarito come l’illuminazione pubblica potesse essere compresa negli interventi che soddisfano i requisiti richiesti dal suddetto articolo 208.

Inoltre, il bilancio armonizzato, al programma 0803, comprende le spese relative a “viabilità, circolazione stradale e illuminazione pubblica” ma deve sussistere il collegamento funzionale fra l’intervento e la sicurezza stradale.

La Corte dei Conti della Lombardia (delibera n. 138/2015,) aveva inoltre chiarito che l’illuminazione stradale può essere finanziata se l’intervento è finalizzato al miglioramento della visibilità, alla riduzione dei rischi di incidenti e alla sicurezza della circolazione.

Gli incassi eccedenti la percentuale minima del 30% dovranno essere utilizzati per il potenziamento dell’attività di controllo e di accertamento delle violazioni stradali, o di altre attività funzionali alla sicurezza stradale o alla promozione della cultura della sicurezza.

Relativamente ai proventi degli accertamenti delle violazioni dei limiti massimi di velocità attraverso l’impiego di apparecchi, o di sistemi di rilevamento della velocità, o attraverso dispositivi di controllo a distanza delle violazioni effettuati sulle strade non in concessione, saranno ripartiti in misura pari al 50% ciascuno all’ente proprietario della strada e all’ente da cui dipende l’organo accertatore.

Il nuovo Codice della Strada entrerà presumibilmente in vigore nel 2028.

Per saperne di più su questo e altri argomenti consulta gli articoli che trovi qui

Fonte: Il Sole 24 Ore del 26/10/2026
Autore: Anna Guiducci

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