In questo periodo dell’anno gli enti locali approvano spesso le ultime variazioni al bilancio di previsione.
In particolare, essi aggiornano i prospetti delle entrate e delle spese, gli equilibri e gli altri allegati strettamente contabili.
Purtroppo, però, non sempre viene contestualmente aggiornata la nota integrativa.
Il documento racchiude, infatti, numerose informazioni che cambiano durante l’esercizio, come:
- la programmazione,
- le modalità di finanziamento degli investimenti,
- l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione,
- il ricorso all’indebitamento, agli oneri derivanti dai prestiti, agli accantonamenti, alle garanzie prestate dall’ente e, in generale, agli elementi necessari a comprendere la formazione e la sostenibilità delle previsioni di bilancio.
Ad esempio, nel caso di una variazione relativa all’introduzione di un nuovo investimento finanziato mediante ricorso al debito cambieranno gli stanziamenti di entrata e di spesa, la struttura delle fonti di finanziamento, l’esposizione debitoria dell’ente e, prospetticamente, la spesa corrente connessa al servizio del debito ed anche gli stanziamenti di entrata e di spesa.
Di conseguenza, la nota integrativa originariamente approvata non rappresentarebbe più, adeguatamente, il bilancio effettivamente vigente.
Quale documento collega l’aggiornamento della nota integrativa alla qualità degli equilibri di bilancio?
Il principio contabile applicato concernente la programmazione, allegato 4/1 al D.Lgs. n. 118/2011 individua, nella nota integrativa, una serie di informazioni che completano la lettura del bilancio a cui si è aggiunta l’analisi dell’articolazione e della relazione tra le entrate e le spese ricorrenti e non ricorrenti. Ciò collega direttamente l’aggiornamento della nota integrativa alla qualità degli equilibri.
Il rispetto formale del pareggio finanziario non è in grado, da solo, a esprimere un giudizio sulla solidità del bilancio: due enti possono avere il medesimo saldo di equilibrio complessivo ma, contemporaneamente, trovarsi in condizioni molto diverse, se il primo finanzia la propria spesa corrente strutturale con entrate ricorrenti ed il secondo, invece, utilizza molto le entrate episodiche o straordinarie.
La distinzione tra componenti ricorrenti e non ricorrenti evidenzia, quindi, la sostenibilità dell’equilibrio nel tempo.
Ogni variazione significativa, quindi, dovrebbe essere letta anche sulla base della correlazione tra entrate e spese ricorrenti e non ricorrenti e, nel caso di un suo cambiamento, la nota integrativa originaria non sarà più attuale e dovrà essere modificata.
Nella realtà, invece, in occasione delle variazioni di bilancio vengono frequentemente aggiornati i prospetti delle entrate e delle spese, gli equilibri, gli altri allegati strettamente contabili ma non sempre viene contestualmente aggiornata la nota integrativa.
L’aggiornamento della nota, tuttavia, dovrebbe avvenire quando cambia:
- la composizione qualitativa dell’equilibrio,
- la struttura delle fonti di finanziamento,
- il livello dell’indebitamento,
- altri elementi essenziali per la lettura del bilancio.
Infine, la qualità degli equilibri si misura comprendendo quali entrate finanziano quali spese, con quale grado di stabilità e con quali effetti sugli esercizi successivi.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme & Tributi Plus del 09/10/2026
Autore: Corrado Mancini

