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Comuni, lascerà il 46% dei dipendenti in sette anni

Le dimissioni nei Comuni sono passate da 6.253 del 2017 a 13.375 del 2024, con un aumento del 114% nel corso di sette anni. Hanno abbandonato volontariamente l’ufficio comunale circa 82mila persone, un valore pari al 26% degli organici attuali.

Il Rapporto Ifel sul personale dei Comuni che sarà diffuso oggi dall’Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci ha fornito alcuni numeri precisi che offrono la premessa più solida al tentativo di indovinare i possibili sviluppi. Ad esempio nel 2024, i Comuni hanno attivato 28.020 nuovi contratti a tempo indeterminato. Rispetto all’anno prima, si tratta di un robusto aumento del 4,6 per cento. Ma quando il confronto guarda al complesso dei dipendenti dei Comuni, arrivati a quota 343.200, la variazione si appiattisce al +0,45%.

Perché nei Comuni si registra un tasso di dimissioni pari a un quarto della forza lavoro?

La risposta si può facilmente trovare nelle buste paga. Infatti, quelle dei dipendenti comunali valgono in media il 23,8% meno (7.242 euro annui di differenza) dei colleghi ministeriali nel caso degli “operatori”, lo scalino più basso della gerarchia, e del 10,5% (3.517 euro all’anno) fra gli “istruttori”, la fascia di mezzo. In un’epoca di ripresa degli ingressi generata nella Pa dalla gobba pensionistica, chi può si muove verso posti pagati in modo un po’ meno austero.

I recenti rinnovi contrattuali, pur portando aumenti medi significativi, non riescono a chiudere le “forbici stipendiali” a causa di un appiattimento verso il basso delle retribuzioni medie.

Le intese nazionali aumentano infatti le spese di personale, riducendo quindi i margini di bilancio da destinare a nuove assunzioni. I due contratti già firmati, da quando sono stati fissati i valori soglia del Dm del 2020, hanno prodotto nei Comuni aumenti a regime intorno agli 1,5 miliardi, e un’altra spesa da 900 milioni circa sarà generata dall’intesa sul 2025/27. In totale fanno 2,4 miliardi, una cifra pari a 60mila assunzioni ipotizzando un costo medio da 40mila euro pro capite.

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Fonte: Il Sole 24 Ore n. 109 del 22/04/2026 pag. 4
Autore: Gianni Trovati

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