La digitalizzazione degli incassi rischia di trasformare in agente contabile anche il responsabile di ogni servizio.
Tale conseguenza potrebbe manifestarsi anche in caso di mancato maneggio del denaro.
Il predetto quadro potrebbe delinearsi a seguito della sentenza n. 126/2026 della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti Abruzzo.
La predetta pronuncia affronta, infatti, il tema della resa del conto per gli incassi effettuati tramite Pos e altri strumenti elettronici.
Come è noto, negli ultimi anni, numerose entrate comunali sono riscosse tramite Pos, PagoPa o piattaforme integrate direttamente con il tesoriere.
Conseguentemente, le somme confluiscono immediatamente sul conto di tesoreria, senza transitare nelle casse dell’ufficio comunale.
Considerando che nei pagamenti elettronici il denaro non entra mai nella disponibilità del responsabile della riscossione, molti enti ritengono, pertanto, superata, in questi casi, la figura dell’agente contabile interno (art. 93, co. 2, del Tuel).
Per effetto di quanto sostenuto dai giudici abruzzesi la qualifica di agente contabile potrebbe estendersi a tutti i responsabili delle entrate?
Il rischio c’è.
Secondo i giudici abruzzesi, il concetto di “maneggio di denaro”, che non sarebbe limitato alla disponibilità materiale delle somme ma comprenderebbe anche i crediti che il soggetto è tenuto a riscuotere, pure quando l’incasso avviene attraverso canali esterni o automatizzati come Pos, bonifici o conti correnti dedicati.
La decisione richiama, in particolare, la sentenza n. 176/2022 della Sezione giurisdizionale Calabria, secondo cui il pagamento effettuato direttamente dall’utente non fa venir meno il ruolo dell’agente contabile.
Conseguentemente, in caso di applicazione rigorosa di tale interpretazione, l’obbligo di resa del conto rischierebbe di essere esteso a tutti i responsabili delle entrate dell’ente.
Tutto ciò anche quando i sistemi di incasso sono integralmente digitalizzati e la riscossione avviene direttamente in capo al tesoriere.
Nei pagamenti tramite Pos il responsabile dell’entrata mantiene esclusivamente funzioni amministrative e gestionali e non dispone materialmente delle somme riscosse.
Tali somme restano, invece, in capo al tesoriere, che già le rendiconta nel proprio conto della gestione.
Emerge, dunque, la difficoltà di applicare categorie giuridiche nate in un sistema analogico a modalità di riscossione ormai completamente digitalizzate.
Pertanto, gli enti locali chiedono un intervento chiarificatore che riallinei la disciplina contabile e l’innovazione tecnologica.
Fonte: Ntplusentilocaliedilizia del 05/06/2026 “Pos e conto giudiziale, allarme nei Comuni: così agenti contabili anche i dirigenti che non incassano”
Autore: Elena Brunetto Patrizia Ruffini

