Il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027 prevede un aumento del 5,4% del monte salari.
Il Comitato di settore del Comparto Funzioni Locali ha approvato in via definitiva l’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027.
Tale atto, rivolto all’Aran, costituisce, in sostanza, un atto indispensabile per avviare concretamente il processo di sottoscrizione del rinnovo contrattuale.
Il rinnovo per il triennio 2025-2027 è atteso per la prossima estate.
Tale rinnovo dovrà essere finanziato dagli enti locali reperendo dai propri bilanci le seguenti risorse:
- 329,60 milioni di Euro per il 2025;
- 659,20 milioni di Euro per il 2026;
- 988,81 milioni di Euro a partire dal 2027.
I dipendenti interessati dall’aumento del monte salari sono 403.617 computati alla data del 31.12.2023.
Tali lavoratori riceveranno un aumento medio mensile di circa 135 Euro lordi.
Oltre all’incremento del monte salari, cosa prevede l’atto di indirizzo?
Secondo l’atto di indirizzo, il nuovo contratto dovrà, inoltre, disegnare percorsi semplificati in caso di rinnovo degli incarichi di Elevata Qualificazione.
La questione concernente il riconoscimento della EQ riguarda soprattutto gli enti con la dirigenza.
L’atto di indirizzo intende spingere anche verso l’individuazione di nuovo profili professionali più adatti a rispondere alle rinnovate esigenze organizzative.
Tra i predetti profili rientra, in particolare, la figura del “social media e digital manager”.
Il Comitato di settore, inoltre, richiama l’attenzione sulle progressioni orizzontali.
Con tali progressioni, i dipendenti ottengono aumenti di stipendio denominati “differenziali stipendiali”.
Per il Comitato è necessario favorire criteri di selezione del personale collegati al merito.
Infine, l’atto di indirizzo prova, ancora una volta, a rilanciare il welfare integrativo.
Nell’atto di indirizzo si legge che il CCNL deve prevedere la facoltà per l’amministrazione del comparto di integrare le risorse per il welfare integrativo mediante l’utilizzo delle risorse dei fondi.
Questa strada per attivare il welfare sembra, tuttavia, difficilmente percorribile.
Infatti, l’utilizzo delle risorse dei fondi comporta la loro mancata destinazione alle indennità ed ai trattamenti economici vari.
Fonte: Italia Oggi n. 90 del 17/04/2026 pag. 26
Autore: Luigi Oliveri

